email al Sito - i fontanari torremaggioresi

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fulvio@ifontanaritorremaggioresi.com

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Collabora con il Sito,diventa protagonista:

  • manda le Tue foto storiche (citando la fonte).  

  • Se hai foto che ritraggono Severino insieme a Te.

  • Foto riguardanti Torremaggiore che Tu reputi interessanti.

  • Eventi "Fontanari" all'Estero e tutto quello che può arrichire la conoscenza del nostro territorio.

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Hanno scritto:
prof. Giuseppe GUERRA;   Antonio DE SANTO;   Gabriella D'AMICO;  Michele CRUDO; ing. Gennaro VENDITTI; Pietro DI DONNA; Angela SACCO; Matteo MARIANI; Savino VOLGARINO; Livio Petrone;


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I     M E S S A G G I
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22 novembre 2017


Buongiorno,

ho letto tempo fa il bellissimo lavoro di Severino su “Le targhe viarie del 1811 a Torremaggiore” ripromettendomi di fare una segnalazione che, per mancanza di tempo e di foto, ho fin troppo rimandato.

Severino alle pagine 35 e 36 riporta che il palazzo Iuso (in via Matteotti) è l’unico “che conserva ancora visibili i numeri civici” risalenti al tempo dell’apposizione delle targhe viarie.

Ad integrazione di quanto documentato da Severino, segnalo a te e a tutti i lettori del sito la presenza di altre 4 targhette sui fabbricati di Torremaggiore.

Due di queste si trovano su un fabbricato, oggi purtroppo pericolante, sito in Via De Sanctis (foto 1, 2 e 3), una su un piano terra di Via Fiani, poco dopo l’inferriata (foto 4, 5 e 6), ed una su Corso Matteotti (foto 7).

Sperando che altri possano trovare tracce della nostra storia, ti saluto cordialmente.

Savino Volgarino



(Le foto sono nella Galleria della pagina n.c.s.)



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13 aprile 2017





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22 dicembre 2016

Buongiorno e complimenti per il sito. Immagino le difficoltà di gestione di tanto materiale ma La invito a continuare in questa attività di divulgazione e valorizzazione della storia e delle tradizioni della nostra amata Torremaggiore. Da quanto letto mi rammarico di non aver conosciuto Severino Carlucci il quale, oltre a quanto scritto, molto altro avrebbe potuto raccontare a chi, come me, è particolarmente interessato alle "cose vecchie" su Torremaggiore. Di Severino Carlucci ho un solo ricordo. Nel 2000 lavoravo alla Cantina Fortore come operaio stagionale durante il periodo della vendemmia. Ogni giorno vedevo arrivare centinaia di mezzi carichi d'uva (anche 90-100 quintali) in un clima di frenesia generale per agricoltori e operai. Perciò, mi colpì molto un giorno vedere arrivare una fiat 127 (mi pare bianca) agli scarichi delle uve. Dall'auto scese con grande calma un anziano, sigaretta in bocca, chiedendomi di scaricare l'uva che portava in macchina. Ad occhio contai una decina di cassette piene d'uva e, con un po' di ironia, gli dissi: "quèst jè l'úv?". E questi, senza scomporsi, rispose prontamente: "gràzij a DDíj!". Scaricai le casse d'uva e ci salutammo con un reciproco "buonasera". Rimasi molto colpito e divertito da quella scena (per la calma, la quantità d'uva, il mezzo di trasporto, l'efficacia della risposta...) e chiesi quindi ad un operaio più grande chi fosse quell'anziano. La risposta fu: "quìll jè u ggiurnalìst".  Un cordiale saluto.  Savino Volgarino


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19 maggio 2016


Carissimo Fulvio,
sono un torremaggiorese di 70 anni e risiedo a Cerveteri - 50 km da Roma - dopo una vita di lavoro a Roma.
    Sono partito dal nostro Paese all'età di 14 anni, ma ho sempre mantenuto un contatto ideale con la mia terra.  Io ho un ricordo di un luogo, che nella mia memoria resta un mito ..."abbasc' i mete" che si trovavano in un grande prato in fondo a via Marsala dove abitavo.
    Quando dopo anni sono ritornato a Torremaggiore con sgomento e dispiacere ho visto che il prato era scomparso sotto il cemento di tante case ed il sogno della mia infanzia passata a giocare al mitico       "abbasc' i mete" era svanito. Ricordo la mia infanzia in quel luogo, ove c'erano delle casette di paglia "i mete" appunto, allineate e ordinate a mò di villaggio, al cui interno si giocava a perdifiato nelle stradine fra una "meta" e l'altra, e si passavano indimenticabili pomeriggi a giocare a "zalick e zalack"(gioco forse adattato dal 'baseball' portato dagli americani) o al più nostrano e genuino "mazz e lick".
    Che bell'infanzia!!.   Ora le chiedo, caro Fulvio, se per caso nella sua notevole antologia di foto ed immagini, ha una sola foto di quelle "mete" che erano nient'altro che i covoni di paglia per dar da mangiare      ai cavalli o muli dei contadini per il periodo invernale.
Se ne ha qualche foto di quella splendida - allora - parte di Torremaggiore, Le sarei davvero riconoscente e mi renderebbe proprio felice.
    

Grazie in anticipo, Matteo MARIANI
    
PS. Si, sono uno dei figli di Luigino Mariani, che ha gestito per anni il 'Cinema Mariani', ed ai cui avi fu dedicata perfino una Piazza, ... per l'appunto  'A chiazz' d'i' Marian'

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21 maggio 2016

Caro Matteo
      
grazie per la tua email molto bella che ho pubblicato sul sito         e siccome ad ogni aggiornamento mando la notizia al mio numeroso         indirizzario ( 150 indirizzi) , l'ho mandata anche per la tua         richiesta (la leggi sotto) visto che nel sito non c'è nessuna         foto su "I METE", sono         contento di dirti che già alcuni 'internauti' mi hanno risposto         dicendo che avrebbero cercato tra le foto di famiglia per vedere         se trovavano qualcosa.
Cercherò se trovo qualcosa anche sul         teatro Mariani e l'unica foto che ho nel sito è quella di un         carnevale che mi sembra di averti già mandato, se no dimmelo che         te la rimando. Una domanda diciamo così di famiglia, la nonna di         mia moglie (la madre di suo padre) si chiamava Melina MARIANI di         Torremaggiore che, dopo sposata con Gennaro VENDITTI, è andata a         vivere a San Paolo di Civitate, chissà se aveva una parentela         con la tua famiglia?.
Appena ho qualche novità sulle foto te lo         faccio sapere e intanto posso aggiungere il tuo indirizzo email         al mio indirizzario?
      

un caro saluto
      
Fulvio De Cesare

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22 maggio 2016

Carissimo Fulvio,
    
grazie infinite per gli sforzi che stai facendo per trovare       queste benedette foto delle "Met".
   Tutta la mia infanzia é legata       a loro, e per me resta un sogno straordinario di fanciullezza,       libertà e tanta gioia, come solo le semplici cose di allora ....       fatte di ..."niente", ma con tanto inestimabile valore ora, tanta       naturalezza e sincerità che, purtroppo, i bimbi di oggi, forse,       non conoscono più.
   Cose naturali, belle e struggenti come i       ricordi: pane olio e zucchero, oppure pane e peperoni, ancora       fumanti, del cui profumo oggi si può solo sognare, mentre allora       erano le cose più buone, fragranti e naturali, da trovare in       qualunque casa.
  Oggi, purtroppo, profumi e sapori in parte persi.       Che peccato che i giovani di oggi non potranno, forse, più       assaporare quelle meraviglie, fatte di niente di straordinario,       come i "cevz" (gelsi) squisiti, che coglievamo da bambini, salendo       sugli alberi rigorosamente in canottiera e mutandine bianche,       perché così le macchie la mamma poteva lavarle in varechina,       altrimenti da mamma eran "mazz'te".
       Cose semplici, umili ed       innocenti, ma a pensarle oggi, uniche !
    
       Mah comunque del Cinema non ho mai ricevuto la foto e te ne sarei       grato averla. Della parentela, purtroppo, son partito troppo       piccolo, chissà che non ci sia, ma io non ne ho ricordo, né ho       più parenti a Torremaggiore. Di amici mi é rimasto solo Giovanni       CAMMISA, uno dei Primari dell'ospedale di Torremaggiore, figlio del       Sindaco Cammisa, quando avevo 13-14 anni.  Sindaco storico direi !.
      Comunque é lodevolissima questa tua opera di rattoppo della       memoria, e del mantenere i contatti con i vecchi torremaggioresi.       Spero davvero poter avere una foto delle mie "Mete", perché        quando racconto di loro alle mie figlie, scoppiano subito in una bonaria ed amorevole risata nei confronti di questo vecchietto       loro Papino, ma tanto caro a loro.
    
Grazie ancora per quel che fai, un saluto ed un abbraccio,
    

Matteo MARIANI
    

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19 maggio 2015

Ne avevo sentito parlare. Fino a qualche giorno fa la curiosià non era stata cosi forte da indurmi a consultarlo. ...poi un pomeriggio casualmente navigo e mi ritrovo a navigare nella Torremaggiore più vera, più grande, più intensa, nella Torremaggiore sconosciuta o dimenticata o trascurata. Non nascondo che mi sono emozionata. Secondo me gli studenti di tutte le scuole dovrebbero avere il sito nella lista dei preferiti e consultarlo una volta al mese.
Banale mi sembra l'espressione "complimenti"......ha tutta la mia stima per quello che fa per la nostra comunità.


Angela Sacco


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5 gennaio 2015

Buongiorno signor De Cesare...auguri per questo 2015..
Sinceramente non so come rivolgermi a lei. Sicuramente non siamo solo paesani ma anche coetanei. Io sono un fontanaro, il mio nome é  Di Donna Pietro, classe 1957, nato in via Calatafimi al 116/118 e ricordo che poche case più in giú abitava una famiglia di De Cesare, avevano due figli maschi, non ricordo altro.
Sono ormai piú di 35 anni che sono lontano dal mio paese, i ricordi cominciano a sbiadirsi..
Da un paio di giorni mi stó perdendo con la mente nei ricordi, dopodiché ho scoperto il vostro sito, complimenti, mi sono commosso leggendo gli articoli e guardando le vecchie foto. È stata mia figlia, che vive al nord della Germania, a mandarmi il vostro inderizzo. Devo dire che sono rimasto veramente contento, un tuffo nel passato, le mie radici....ho portato anchio con me alcuni libri su Torremaggiore, del Ricciardelli, di Mario Fiore ed altri. Quando ho letto il nome Zironi mi é tornata alla mente la mia professoressa delle medie, che incontravo spesso quando mi recavo in pineta.
Ho cercato in tutti i modi di restare legato alle mie origini, alla mia cultura, alla mia terra, anche per dovere verso i miei quattro figli, nati e cresciuti quí in Germania.Per loro, i miei figli, per la mia famiglia in Italia, per gli amici piú cari e anche per non dimenticare, ho scritto le mie memorie, oltre ad altri scritti. Il libro delle memorie é autobiografico e biografico, ne ho stampato alcuni esemplari ma non me la sono mai sentita di pubblicarlo, anche perché ignorante come sono, con tutti gli errori che contengono, ci vorrebbero chissá quanti professionisti per correggerli.
I miei figli e gli amici mi stanno martoriando, dicono che sono un egoista a tenere tutti quei ricordi per me. Ho cominciato ad eliminare alcuni capitoli strettamente personali che riguardano i miei fratelli e sorelle, il resto é un tuffo nei ricordi, da bambino, da ragazzo, del mio quartiere, delle ricette di mia madre, dei lavori nei campi, delle feste, della fame e della sete... fino al giorno della mia fuga....
Se le va posso spedirle quello che ho messo insieme per il suo sito...
La saluto cordialmente
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5 gennaio 2015

Gentile Di Donna

innanzitutto la ringrazio degli auguri di buon anno, che ricambio, e la ringrazio anche per il contenuto della bella mail.
Confermo che la Zironi è la professoressa che abita nella Piazza iniziale della Pineta ed è stata così gentile da mettere a disposizione del sito numeroso materiale.
Hanno ragione i suoi figli e gli amici a consigliarla di pubblicare i suoi ricordi che sono una parte importante della storia di Torremaggiore e sarei onorato di poterli pubblicarli sul sito dei Fontanari.

Intanto le chiedo l'autorizzazione a pubblicare la sua email alla pagina..

lt http://www.ifontanaritorremaggioresi.com/email----al--sito.html

ancora grazie
Fulvio De Cesare



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Torremaggiore, 26 settembre 2011


Di Severino, ricordo con particolare simpatia l'interessamento, i suggerimenti e - a volte - le critiche costruttive durante i primi anni di vita del Gruppo Teatrale  " 'a Zantraglia ".

Terminata la rappresentazione, era il primo a congratularsi col sottoscritto e con tutti gli attori.
La prima domanda che faceva era: "Cosa pensi di fare per il prossimo anno?" Poi si metteva alla sua Olivetti 32 per scrivere dell'evento teatrale su "Meridiano 16" e "Puglia".  

Durante i due mandati di presidenza del Distretto Scolastico 25 di Torremaggiore, si faceva vedere spesso nell'ufficio e parlavamo a lungo specialmente delle opere che stava scrivendo o che aveva in mente di scrivere. Mi chiedeva un giudizio preliminare sul contenuto e poi immancabilmente mi portava una copia, na-
ralmente scritta a macchina.

Grazie Severino per quello che hai fatto e che ci hai dato!


                                                                                    prof. Giuseppe Guerra

LEGGI LA POESIA DI SEVERINO

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10 ottobre 2011

carissimo Fulvio,

ho appena visionato il vostro sito sui fontanari torremaggioresi e mi è piaciuto molto, ho scoperto oltretutto storie su torremaggiore che non sapevo  e  che mi rendono ancora più orgogliosa di appartenere a questa terra meravigliosa che dovremmo salvaguardare e difendere sempre. Lo dico stando lontana e con un tono di profonda nostalgia. Le foto di severino sono un patrimonio inestimabile. Grazie per aver realizzato tutto questo

un abbraccio gabriella d'amico

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20 ottobre 2011

Ricevo da Michele CRUDO: un Torremaggiorese che vive da molti anni a Milano dove insegna in un Istituo Superiore, figlio del compianto Aurelio CRUDO che era conosciuto da tutti per la sua simpatia, la sua intelligenza e, grazie al Suo lavoro di gestore dei Terreni di "COGNE", si recava spesso al Frantoio omonimo dove Severino moliva le sue Olive e di cui era amico,la seguente email con allegato un ricordo su Severino CARLUCCI.

" Ho visitato il sito da te curato: molto interessante. E' un preziosissimo archivio della memoria, una ricca fonte di informazioni, un luogo mediatico su cui confrontarsi e attraverso il quale contribuire ad ampliare IL PERCORSO DI RICOSTRUZIONE STORICA di Torremaggiore.
Ben fatto averlo articolarlo con sezioni che consentono al sito di non limitarsi agli interessi circoscritti degli eventi paesani."


SEVERINO CARLUCCI


La vita di tutti noi si muove lungo un perimetro tracciato da due precise dimensioni: lo spazio e il tempo. Le coordinate spazio-temporali segnano i confini della nostra esistenza, dandole un'impronta indelebile. Ci sono vite che sono l'espressione e la sintesi di un'epoca. Ci sono vite che racchiudono in sé la spinta ideale di una comunità. La vita di Severino Carlucci le include entrambe. Le include e le rappresenta nell'evolversi di un percorso che testimonia la forza di volontà dell'autodidatta e la meticolosa applicazione dell'agricoltore intento a costruire artigianalmente le conoscenze negategli da una scuola classista.
Severino, pur non essendo istruito, si è lasciato guidare dalla sua istintiva curiosità, informandosi costantemente, attingendo da molteplici fonti, assorbendo metodicamente e mettendo pezzo per pezzo insieme un sapere solidamente strutturato, che non si è stancato di comunicare agli altri. In questo suo processo di assimilazione, egli si è messo al servizio della comunità di appartenenza, da cui ha attinto testimonianze orali, documenti scritti e oggetti della cultura materiale per poi restituirli sotto forma di pensiero analitico, di cronache giornalistiche, di elaborazione della tradizione contadina.
Facendo questo, Severino ha evitato che la memoria collettiva del suo paese di nascita si perdesse e, oggi, se ci si vuole riferire all'immaginario collettivo, agli usi e costumi, ai valori e alla mentalità di un pezzo di territorio della Capitanata, bisogna ripercorrere le piste del suo lavoro intellettuale e riprendere a tessere la preziosa trama che interconnette inseparabilmente l'opera individuale ai bisogni della collettività.
Severino, in questo campo, non ha avuto bisogno di predicare, né di ergersi didascalicamente a maestro. Egli privilegiava i contatti umani, si apriva al confronto ed era pronto allo scambio delle idee; trasmetteva inoltre con sobrietà ciò che andava via via acquisendo e non trascurava di collocare l'impianto narrativo della sua attività di pensatore   naif nel contesto in cui operava quotidianamente.
Prodigarsi per la cittadinanza è stato infatti il suo orientamento guida da quando, giovanissimo, partecipò attivamente alla rinascita di una comunità torremaggiorese stremata dal fascismo e dalla guerra. Attenendosi al primo articolo della Costituzione italiana, Severino ha dato il suo contributo di lavoratore della terra partecipando alle lotte del riscatto sociale prolungatesi dal dopoguerra fino alle lotte bracciantili degli anni Settanta. Nei decenni successivi, in un contesto di progressiva ma inarrestabile disgregazione, egli ha continuato a fare la sua parte di cittadino senza camuffare la sua identità; anzi, si è dedicato ostinatamente per tenere vivi i legami tra le solide aspirazioni ideali della sua generazione e le utopistiche proiezioni emotive dei giovani.
In questo, il suo atteggiamento è stato esemplare perché, pur esprimendo le sue osservazioni critiche, non pronunciava giudizi inappellabili. Una dote che, insieme alla mitezza del suo carattere, ce lo farà perennemente rimpiangere. Per continuare ad apprezzare l'eredità che ci ha lasciato, c'è il sito creato da Fulvio, dove è possibile trovare ciò che Severino ha prodotto. Il sito è una piazza pubblica dove tutti possono affluire per trovare informazioni, scambiare impressioni e inserire ampliamenti e approfondimenti. Meritevolmente Fulvio ha svolto la funzione di collettore, mettendo a punto un'apertura di finestre tematiche che esplorano e intersecano fonti di vario genere.
Quindi, il modo migliore per mantenere viva la memoria di Severino è frequentare il sito, per valorizzarlo come luogo virtuale dove gli interlocutori possono mettere a disposizione le competenze, le conoscenze e la disponibilità a collaborare. Esattamente come ci ha insegnato a fare Severino con la sua esemplare condotta di vita spesa al servizio della collettività.        
                                                                                                 

                                                                                                                            Michele Crudo  

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Fulvio,
ti scrivo questa mail, con un po’ di ritardo visto che seguo il sito dei Fontanari Torremaggioresi dalla nascita, per dire qualcosa di mio su Severino.

Ho avuto modo di conoscerlo, tanti anni fa, a San Paolo di Civitate, nello studio di mio padre, l’avv. Ermanno Venditti, di cui era molto amico, condividendo molti pensieri “utopistici”, soprattutto in relazione alla vita attuale fatta di arrivismo ed egoismo a qualunque costo… avevano lottato per una società giusta ed equa, con regole chiare e rispettate da tutti!.

L’ho rivisto più volte, l’ultima tra Natale e Capodanno del 2008-09.
Si faceva su e giù per il corso di Torremaggiore, discutendo di svariati argomenti.
Era un uomo "colto", anche se non aveva curriculum scolastico, perché era curioso di tutto e leggeva di tutto, soprattutto la storia ed i diritti civili erano i suoi pallini! Ponderato ma determinato nei ragionamenti, sempre pronto ad ascoltare e a rispondere compiutamente.

Il  lavoro che tu hai fatto col sito gli rende un merito “postumo” ma dovuto! Non è mai stato completamente capito dai suoi compaesani, a cui teneva tanto, sperando che, scorrendo le pagine del sito ed i suoi scritti e le numerosissime fotografie, riescano oggi a conoscerlo meglio e, forse, anche a capirlo.

Penso che tra gli scopi principali del sito, il conoscerlo meglio è un aspetto fondamentale e che andrebbe, in qualche modo, accentuato.

Grazie per l’opportunità e buon lavoro.
                                                                                                              ing. Gennaro Venditti


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Le  foto sono facilmente scaricabili e per il loro uso personale non pongo  nessuna limitazione, se invece le foto vengono utilizzate per qualsiasi  altro motivo pretendo che venga citata la fonte e l'autore delle stesse.
(il curatore del sito Fulvio De Cesare)
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2 giugno 2011
Realizzazione Statua Maria SS della Fontana

Salve, sono un'artista locale di Torremaggiore..
Mi chiamo Antonio De Santo e sto realizzando una scultura della Madonna della Fontana di cui allego alcune foto della mia opera, attualmente è ancora in fase di realizzazione, non essendo il mio lavoro principale ci vorrà ancora tempo ad' ultimarla, devo terminare i santi sotto e la fontana, ma già rende l'idea del risultato finale.
La statua sarà molto grande, solo Lei è alta 60cm.
Ulteriori dettagli di questa statua sono su Facebook, basta digitare il mio nome e cognome, lì si potrà vedere anche la prima statua che ho fatto della Madonna, più piccola e non al livello di quella che sto facendo ora, ma abastanza bella comunque.
Credo di averle fatto piacere postando le mie foto, e gradirei un suo giudizio..
Cordialità..
Antonio De Santo

Ps: Noterà una foto colorata della Madonna, in realtà non l'ho ancora colorata ma, è stata colorata al computer, ho dato il colore solo per vedere più o meno il risultato quando la dipingerò per davvero, infatti i colori non rispettano quelli originali, è solo un'approssimazione.

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12 ottobre 2011
Risposta di Fulvio

Salve
come prima cosa mi scuso per il ritardo a rispondere ma ho avuto problemi con la Posta elettronica, perchè a giugno ero riuscito solo a leggere la Sua, mentre adesso che ho cambiato programma di posta sono riuscito a ricevere tutte le mail arrivate al Sito tra cui la Sua, anche se il sistema di Windows Mail mi ha cancellato gli allegati.
La Sua Statua è bella e il suo lavoro merita di essere conosciuto inoltre se vede il Sito ho aggiunto nuove pagine tra le quali c'è ne una che riguarda i Torremaggioresi anche Artisti.
Se è interessato  e vuole essere inserito nel Sito mi dovrebbe rimandare quello che ritiene utile per la pubblicazione e non sarebbe male una Sua presentazione.

cari saluti
Fulvio De Cesare
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15 ottobre 2011
Risposta di De Santo

La ringrazio dei complimenti..le rimando le foto dell'opera che sto realizzando, può postarle come meglio crede sul suo sito, per me sarà sempre cosa gradita. Ulteriori dettagli sono su facebook, basta digitare il mio nome e cognome "Vedrà la Madonna come profilo", lì noterà anche i mie quadri e disegni "Deve clikkare su i miei disegni oppure su i miei lavori, può anche scaricarli direttamente da lì se vuole.

Riguardo me, sono un'autodidatta, sono trattorista di professione  ma mi diletto nell'arte grafica, scultorea e musicale..realizzo basi musicali per commissione, pratico la computer music e graphic, ho solo la terza media, tutto quello che faccio l'ho imparato da me. Spero di non averla annoiata e la ringrazio anticipatamente per il suo impegno profuso.
Distinti saluti
Antonio De Santo

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8 marzo 2013
Antonio De Santo.
Le mando le foto della scultura della Madonna della Fontana che ho realizzato in questi mesi, come sempre può postarle come crede, per me sarà cosa gradita. Ps: questa scultura è da non confondere con quella bianca che è in fase di realizzazione e che al momento completerò solo lei, in pratica devo solo colorarla.
Distinti saluti

Tutte le foto mandatemi sono presenti nella Galleria fotografica

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