Presentazione di Severino - i fontanari torremaggioresi

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Presentazione di Severino

CITAZIONI TRATTE DAI LIBRI DA LUI SCRITTI E PRESENTI NEL SITO NELL'INDICE DELLE OPERE


Mi sento di essere: un lavoratore dei campi, un  torremaggiorese “Fontanaro”, un Giornalista Pubblicista e un cultore di Storia Patria...

Da lavoratore dei campi ho il vantaggio di conoscere la mia terra non soltanto per averla  percorsa in ogni suo angolo con ogni mezzo ma anche, soprattutto, per averla in più punti capovolta con la zappa e con l’aratro...

Torremaggiorese “Fontanaro”  perché rispetto le tradizioni locali e la festa della Madonna della Fontana, da me definita “la festa della Primavera”, che inizia con la benedizione degli automezzi davanti al sagrato del Santuario la sera della Pasquetta, va avanti per tre giorni, o anche più, e termina con l’accensione del fragoroso fuoco pirotecnico il cui gran botto finale manda tutti a casa felici e contenti.

Poiché la festa prolunga le festività pasquali e coincide con l’inizio della bella stagione, consente il rientro nel paese natìo da parte di quei torremaggioresi che per motivi di lavoro hanno dovuto lasciarlo. Sono soprattutto loro a sentirsi e a rivendicarsi come  “ I FONTANARI” ed  Io con loro soprattutto con quelli di Torino....


Fare il Giornalista è un mestieraccio che dà tante soddisfazioni specialmente quando lo si fa gratis perché qualora si lega questo mestiere al denaro…..è  tutto….. “un’altra parrocchia”.

“Si guadagna di più facendo il giornalaio che il giornalista”, mi ha ripetuto più volte il carissimo Michele Napoleone...

“Nessuno (ha scritto Ignazio Silone) ha il diritto di lasciare il mondo così come lo ha trovato”.

Sono iscritto all’Albo dei Giornalisti di Puglia – Elenco Pubblicisti- con anzianità dal 24 maggio 1984 dopo un biennio di tirocinio e questa mia seconda attività ( la prima è il lavoro nei campi) ha suscitato in alcuni individui una certa ammirazione ed in alcuni altri soltanto invidia.

Ho per massima: “Non valorizzare i ciarlatani polemizzando con loro, ci rimetterai in tempo e dignità”...

Vengo invitato a convegni e conferenze ed anche alle riunioni del Consiglio Comunale e riporto in cronaca il succo di quanto si è detto o fatto in queste riunioni e ci vado con la immancabile macchina fotografica.

Posseggo un voluminoso archivio fotografico consistente in più di ventiduemila fotografie ed il più delle volte ne mando qualcuna alle testate giornalistiche che richiedono la mia collaborazione e la maggior parte di esse le inserisco tra le pagine dei libri che scrivo.

Mi sono rivolto a illustri personaggi delle Istituzioni con riscontri anche positivi....





Al Signor Presidente della Repubblica Italiana     
Carlo Azeglio Ciampi


Palazzo del Quirinale    

ROMA


Torremaggiore,12 marzo 2006

Illustrissimo Signor Presidente,

tra pochi mesi compirò ottant’anni, settanta dei quali trascorsi nel lavoro dei campi. Sono un autodidatta e mi dedico alle ricerche sulla Storia Patria facendo tesoro del detto di Ignazio Silone: “Nessuno ha il diritto di lasciare il Mondo come l’ha trovato”.

Ho al mio attivo, come Giornalista Pubblicista, circa duemila articoli ed una quarantina di libri, uno dei quali, quello che allego a questa lettera, riguarda un “Fatto d’arme” della seconda guerra mondiale in cui brillarono per il loro valore patriottico una cinquantina di miei concittadini non ancora ventenni. So che Lei, Signor Presidente, nel corso del Suo Alto Mandato Istituzionale, ha sempre ricordato in varie occasioni coloro che hanno dato la vita per l’Italia.

Ho preso parte, poco più che diciottenne, alle ultime tre settimane di guerra nel Gruppo di Combattimento “Mantova” schierato sull’Arno di rincalzo per lo sfondamento della “ Linea Gotica”………. ( tratto dal libro: “Il fatto d’arme di Ascoli Piceno del 12 settembre 1943”).




NEL LABORATORIO FOTOGRAFICO DI P. MOSCATELLI

Alla mia attività di cronista aggiungo anche quella di scrittore. La Pro Loco di Torremaggiore ha incaricato il Dottor Spartaco Scudieri di scrivere un libro sugli “Insorgenti” ( i briganti) della Capitanata nei primi quattro anni della Unità d’Italia ed a me quello di scrivere un libro sulle “ Targhe Viarie” apposte a Torremaggiore nel 1811 durante il Regno di Gioacchino Murat per cui devo fare delle apposite ricerche e delle appropriate fotografie.....

Tutto un lavoro che compio durante i ritagli di tempo e rubando qualche ora al sonno ed alle passeggiate serali....

Sosteneva Giosuè Carducci in uno dei suoi scritti che la Microstoria concorre alla formazione della Macrostoria.

Però, per concorrere alla formazione della grande Storia di una Nazione, anche la piccola Storia o “Storia Patria locale” va scritta con cognizione di causa....

L’indagine racchiusa nei miei libri e corredata da documenti allegati, più che una microstoria, altro non è che la conservazione della memoria storica da trasmettere alle nuove generazioni affinché il loro passato prossimo ed il trapassato più o meno remoto di quelle precedenti alle loro non venga manipolato ad “arte” da coloro che riducono la Storia ad una ricerca “metafisica” anziché scriverla servendosi dell’indagine “dialettica”.

A volte, sulla busta che racchiude la lettera che mi perviene per posta c’è scritto: “al Dottore”. Dopo essermi assicurato che la missiva non è indirizzata al mio omonimo cugino, laureato, rispondo che una volta ero “d’otto ore” ma che adesso sono “dieci ore” perché nel corso della giornata trascorro quattro ore nel lavoro dei campi miei, altre tre ore tra i fornelli ed elettrodomestici ed altre tre ore ancora sui libri o alla macchina da scrivere....

Traccio il programma da svolgere durante la settimana condizionandolo alle condizioni climatiche ed alle decisioni prese in precedenza con altri quali: conferenze, riunioni, Consigli Comunali e….gite, così ho trascorso i miei anni di vita....

Severino       Carlucci

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