Michele CAMMISA - i fontanari torremaggioresi

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Michele CAMMISA

Torremaggioresi Emeriti
 

Materiale sulla biografia e sul "Quaderno - diario personale" (pubblicato integralmente in questa pagina) è stato tratto dal lavoro di Michele Antonucci, che nel sito TORREMAGGIORE.COM ha dedicato nel 2021 un'importante pagina al torremaggiorese illustre: prof. Michele Cammisa, a lui va un sentito ringraziamento.

 
Un ringraziamento particolare  al Dottor Giovanni  Cammisa che ha fornito TUTTO il materiale riguardante il padre.



 
"....Michele Cammisa nasce a Torremaggiore il 4 gennaio1906. Si Laurea in Scienze Economiche Marittime presso l’Università di Napoli e successivamente in Ingegneria a Friburgo in Svizzera. Si dedicò all’insegnamento di tecnologia, scienze applicate e disegno tecnico. Docente presso gli Istituti Industriali di Agropoli, Battipaglia e Salerno dal 1933 al 1943.
    Nominato sindaco dal C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) nel 1945, fu rieletto con unanime volontà popolare nelle elezioni del 1946, del 1952 e del 1956. Nel 1952 conseguì 8.189 voti di preferenza e 4.008 nel 1956. E’ stato il sindaco più suffragato nella storia locale. Ricoprì la carica con profondo zelo e autorevolezza con le sue indiscusse capacità amministrative e relazionali. Profondo e sensibile verso i problemi dei lavoratori.
  Fu anche candidato alla Camera dei Deputati ma non fu eletto. Fu autore della pubblicazione “Lavorazione dei metalli a caldo e a freddo” , edita da Vallardi nel 1947. Dal 1947 al 1955 fu Preside presso la Scuola di Avviamento Professionale ad indirizzo Industriale di Torremaggiore.
  Candidato al Parlamento alle elezioni politiche del 1958 conseguì 4.371 voti di preferenza secca superando Palmiro Togliatti che si fermò a 4.120 voti. Il Cammisa portò al PCI in quell’occasione ben 5.229 voti totali di lista. Dichiarò lui stesso durante il comizio del 14 giugno 1988 che quella candidatura gli fu imposta dal partito perché doveva fungere da collettore di voti.
   Nel 1960 lasciò la politica attiva e si dedicò alla dirigenza scolastica. Quando ciò avvenne ci fu una grandissima affluenza di gente comune presso la sua abitazione per svariate settimane che chiese con insistenza al Prof. Cammisa di rivedere la sua posizione, la cittadinanza non voleva separarsi dal suo punto di riferimento che aveva traghettato la comunità cittadina dal dopoguerra fino ad allora ( novembre 1960).     Il sindaco della ricostruzione non cambiò idea e si ritirò dalla politica attiva come aveva annunciato. Successivamente ricoprì l’incarico di Preside presso l’Istituto Tecnico Industriale Francesco Altamura di Foggia e dal 1964 al 1976 fu Preside della Scuola Media Statale Zannotti di San Severo.
    Nel 1988 creò il Circolo Marxista fu eletto consigliere comunale nella Lista Tre Torri e partecipò alla vita amministrativa criticando con spirito costruttivo dai banchi dell’opposizione l’operato della maggioranza.

Morì il 5 marzo 1989 all’età di ottantatre  anni ed è sepolto nella tomba di famiglia presso il Cimitero Monumentale di Torremaggiore......"





Cittadini, il problema della casa è un problema di igiene, di civiltà. Non può una Nazione arrogarsi il titolo di nazione civile quando costringe milioni di cittadini a vivere in tuguri. Non può l’umanità non sentire il grido di dolore e di miseria di tanta povera gente: non sarebbe nè umano nè cristiano. Bisogna provvedere a creare abitazioni anche ai più poveri come si provvede ad un qualsiasi servizio sociale, secondo il principio dell’affitto in proporzione al reddito dell’inquilino quindi anche inferiore al costo, integrando la differenza a spese del Comune. So che in tal senso i partiti popolari stanno preparando un progetto di legge. Le legge prevede la creazione di un demanio edilizio pubblico amministrato dai comuni: solo così tutti potranno avere una abitazione decente. ”
Dichiarazione del sindaco Cammisa durante il comizio del 27 aprile 1952 che si è svolto alle ore 19,30 in Piazza della Repubblica a Torremaggiore

 
CURIOSITA’ Al termine dell’ultimo comizio per le elezioni amministrative del 1956 il Prof. Cammisa dichiarò:     " e preciso a tutti che poveri siamo saliti al Municipio e poveri torneremo a casa se la popolazione non ci darà il consenso per governare. La politica per noi è solo servizio al popolo!”......"
– citazioni tratte dal diario personale del sindaco....."


Il cantiere di lavoro che ha piantumato la Pineta comunale negli anni 1953/54


 
" REALIZZAZIONI NEL MANDATO SINDACALE DEL PROF. MICHELE CAMMISA (1946-1960)

– Le attuali Corso Matteotti, via della Costituente, Via Sacco e Vanzetti e Piazza Gramsci erano intitolate rispettivamente a Vittorio Emanuele II, Carlo Alberto ed alla Regina Margherita di Savoia. Fu il sindaco della ricostruzione a Torremaggiore (a cambiarne la denominazione n.m.). Si deve a lui la realizzazione delle case popolari nella zona dell’odierno mercato coperto e delle case I.N.A. disseminate su tutto il centro cittadino.     Tra le opere pubbliche più rappresentative del suo mandato sindacale è opportuno ricordare la creazione della Pineta Comunale nel 1954 e fu lui a volerla dove oggi è localizzata. All’interno del P.C.I. ci furono risse interne poiché una parte consistente del partito voleva che la stessa dovesse essere realizzata sulla SP13       ( Via Foggia Vecchia – meglio conosciuta).
  Il sindaco Cammisa con la sua forte autorevolezza riuscì a convincere i compagni di partito con la sua scelta localizzata che si è dimostrata l’unica sensata e vincente. I rapporti che aveva creato con il prelato locale, con i frati minori e con la Diocesi di San Severo erano molto cordiali nonché basati sul reciproco rispetto...."






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Le foto sono facilmente scaricabili e per  il loro uso personale non pongo nessuna limitazione, se invece le foto  vengono utilizzate per qualsiasi altro motivo pretendo che venga citata  la fonte e l'autore delle stesse.
(il curatore del sito Fulvio De Cesare)

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FOTO DELLA PAGINA NELLA GALLERIA SOPRA

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In Italia, dal 1926 al 1945 durante l'epoca fascista, gli organi elettivi dei Comuni furono soppressi e tutte le funzioni furono affidate al podestà. Dopo la fine della guerra di Liberazione italiana, venne ristabilita la carica di Sindaco affidandone provvisoriamente la nomina al Comitato di Liberazione Nazionale (CNL) e, solo dopo il gennaio del 1946, il Sindaco tornò ad essere eletto dal Consiglio comunale ripristinato dal medesimo provvedimento:" Decreto Legislativo luogotenenziale 7 gennaio 1946,n.1 ( "Ricostruzione delle Amministrazioni comunali su base elettiva")".

 
Si può solo immaginare quanto fosse difficile essere un amministratore pubblico per gli eletti delle forze popolari di sinistra negli anni della ricostruzione  post-bellica  e in quelli della " guerra fredda" perché, grazie all'amnistia di Togliatti, non c'è stata nessuna epurazione negli organismi superiori della magistratura, delle prefetture e dell'esercito e i funzionari ora ex fascisti e i monarchici hanno continuato a mantenere il loro potere per impedire e soffocare qualsiasi volontà popolare di emancipazione sociale.

 
Nel suo diario personale Michele Cammisa ha scritto in modo dettagliato l'esperienza politico - amministrativa di un Sindaco comunista dal 1946 al 1960. Ha scritto da chi erano composte le sue Amministrazioni, tutte le somme che sono state spese nei lavori pubblici, i rapporti con le altre forze politiche presenti nel Consiglio comunale, le difficoltà che ponevano le Istituzioni pubbliche, sopratutto la Prefettura, il costante e periodico contatto con tutti i cittadini e le conquiste ottenute con il buon governo.

Nella parte terminale del diario affronta le motivazioni che hanno portato alla nascita del Circolo marxista e della lista civica " Tre Torri", della  delusione nei confronti di quei dirigenti politici che avevano trasformato quel partito comunista, a cui lui aveva dedicato gran parte della sua vita, in un soggetto politico molto diverso e non più condivisibile.

 
La lettura del diario richiede un certo impegno perché Michele Cammisa l'ha scritto con la sua calligrafia elegante e regolare che va interpretata, per questo motivo ho deciso di pubblicarlo periodicamente in sei parti.

 
il curatore del sito Fulvio De Cesare




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La copertina del DIARIO



Elezioni amministrative 1952..... 2) Pubblica beneficenza



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Sempre sull'assistenza ai bisognosi



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La Commissione Mila. -   Sovrimposta terreni. -  Fognatura








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Lavori pubblici..




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Le case minime...





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Medaglietta commemorativa del Fascio operaio di Torremaggiore
 
 
" un bastone tutti lo rompono, ma un fascio di bastoni chi lo rompe?"
  (frase detta da un dirigente siciliano del movimento)

 
I Fasci operai,  i cui soci si chiamavano " fratelli", furono un movimento di massa spontaneista d'ispirazione libertaria, democratica e socialista che si diffuse tra: proletariato urbano, braccianti agricoli, minatori, operai e vi parteciparono anche artigiani, insegnanti e  professionisti. I Fasci dei lavoratori  più importanti furono quelli che si svilupparono in Sicilia dal 1889 al 1894, essi diedero vita a numerose lotte e importanti conquiste sociali ma furono spietatamente repressi e sciolti da Crispi nel 1894.

 
A sostegno dei Fasci siciliani ne sorsero di simili in altre Città e regioni d'Italia: in Calabria, in Puglia, in Campania e Napoli, a Roma, Bologna, Venezia e altre Città. Ne sorsero anche all'estero, a Nizza, in Francia e a New York (dove forte era l'immigrazione italiana).

 
La medaglietta in mio possesso fa riferimento al "FASCIO OPERAIO  NICOLA FIANI TORREMAGGIORE"  ed è datata 1892, anno di nascita del Partito Socialista Italiano. A dimostrazione che anche in Puglia agirono i Fasci operai.

 
Il simbolo delle TRE TORRI è stato utilizzato dalla lista Civica comunale costituita, tra gli altri,  da Michele Cammisa nel 1988.


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